Organizzatori

Daniela Andreini

Daniela Andreini (PhD) è professore associato in marketing e direttrice del Master in Digital Business Development presso la SdM- Scuola di Alta Formazione dell’Università degli Studi Bergamo. E’ visiting professor presso l’Università di Washington Bothell (Seattle). Le sue ricerche scientifiche si focalizzano principalmente su digital brand, online consumer behavior, digital marketing and social media marketing. I suoi lavori di ricerca sono pubblicati in riviste scientifiche internazionali quali Journal of Business Research, Industrial Marketing Management, International Journal of Information Management, Journal of Business Ethics, Journal of Business & Industrial Marketing, Journal of Service Theory and Practice, and the IMP Journal. Ha infine sviluppato molti percorsi formativi innovativi per studenti universitari, manager e aziende, tra cui Volvo Trucks, Continental, Schenider Electric, SIAD e MAN.

Pepe Moder

Immerso in Internet sin dal 1996, ha focalizzato la sua esperienza del Digitale come leva di business e marketing per le Large Corporate.
Ha lavorato prima nelle telecomunicazioni (I.NET e UUNET-MCI Worldcom), poi nella consulenza con una esperienza imprenditoriale (MKtg) per tornare in azienda nel 1999 in Genialpoint, start up del gruppo RAS, in cui è entrato nel 2002 fino a diventare internet Marketing Manager del gruppo assicurativo. Nel 2008 il passaggio a Barilla come Global Head of digital marketing.
Dall’aprile del 2012 a luglio 2014 è stato Global Director Digital Marketing & Communication di Pirelli, proseguendo nell’automotive in Fiat Chrysler (FCA) ricoprendo il ruolo di EMEA Digital Business & CRM Director.
Attualmente è Founder e Senior Digital Advisor di Imaginars, società di advisory digitale sui nuovi modelli di business, con particolare focalizzazione all’ecommerce, l’organizzazione e il modello operativo per la transformatione digitale. E’ anche Mentor per alcune digital companies nella definizione delle strategie di business proposition.
Dal 2017 è autore e speaker della trasmissione RadioNext, settimanale sul business digitale trasmesso su Radio 24 Il Sole 24 ore

Relatori

Alberto Cominassi

Director Of Operations and Post Holder Airfield & Terminal – SACBO Aeroporto di Bergamo

L’aeroporto ai tempi del Covid-19

Quali sono le misure di adeguamento delle infrastrutture aeroportuali dedicate ai passeggeri, introdotte per garantire il distanziamento sociale tra i soggetti utenti e tra gli stessi e il personale di servizio, nonché il controllo in fase di accesso all’aerostazione della temperatura corporea a mezzo termo scanner e dell’impiego dei Dispositivi di Protezione Individuale che le persone sono obbligate a
indossare. Si fa altresì riferimento alle misure di prevenzione, di cui il gestore aeroportuale si è assunto l’onere, al fine di garantire la sanificazione e la costante pulizia degli ambienti.

Alessandro Cambi

Architetto, Co- founder and partner di IT’S & Parallel Digital
Professore presso Ecole d’Architecture de Paris- Val-de-Seine

Un-real city

  • Differenti prospettive – considerazioni sull’accelerazione del contatto real time tra digitale e reale (es. andamento del contagio e modificazione dei comportamenti della società)
  • Gli spazi fisici si fondono costantemente  con flussi di informazioni e di persone. I luoghi divengono ubiqui, fisici e digitali. I dati ci rivelano  nuove forme di conoscenza dello spazio: attraverso i dati, come un organismo, la città ci  trasmette costantemente il suo comportamento, la vita, i movimenti,  gli scambi. I dati ci rivelano luoghi inediti , socialità, geografie simultanee che ci consentono di interagire real time con lo spazio,  in una nuova condizione contemporanea di adattamento e mutazione costante.
  • Esperienze professionali pre coronavirus, 3 esempi:
    • processo di Build information modeling, misurazione dei comportamento dell’edificio (temperatura, densità etc)
    • metropolitana di Doha. Come gestire le piattaforme di scambio utente- infrastruttura
    • metropolitana di Parigi: collega centro a zona est, capire come portare innovazioni nelle stazioni. Governare i comportamenti real time della società: flussi, mappatura socio economica etc.

Federico Mangiò

PhD (Philosophiae Doctor) in Business & Law presso l’università di Bergamo

Città aumentate e intelligenti: Intelligenti per chi?

La smart city appartiene a una cerchia di tematiche capaci di proiettarci verso il futuro, tuttavia, i discorsi e le modalità con cui ci approcciamo all’argomento sono tendenzialmente di natura utilitaristico-tecnologica e rischiano così di perdere di vista il ruolo del suo stakeholder fondamentale ed imprescindibile: il cittadino. L’obiettivo è quindi di analizzare criticamente e provocatoriamente la transizione dei centri urbani verso modelli più smart con la consapevolezza che, per esistere, la augmented city ha bisogno necessariamente di una augmented citizenship che sia in grado di comprendere le potenzialità e di godere delle esperienze che la città si propone di offrire. È necessario preparare il cittadino alla migrazione digitale richiesta dalle smart technologies che possono rappresentare alcune delle strategie vincenti per far sì che le città del futuro non si trasformino in poli tecnologici all’avanguardia e magnifici, ma disabitati.

Fulvio Adobati

Professore di urbanistica dell’Università di Bergamo
Prorettore delegato (Rapporti con enti e istituzioni pubbliche del territorio)

Il respiro delle città

Città verticale/città orizzontale, la “macchina per abitare” cara al Movimento Moderno, mai come in questi giorni si afferma non macchina, ma organismo vivente. Chiede spazio di respiro: abitazioni da “cellule abitative” a case, con un fuori e dei vicini; quartieri sempre più comunità di pratiche.
E, con lo scatto dello smart working, un ripensamento nel tempo e nello spazio dei luoghi della vita/lavoro: luci della città (che cambia) o green living (e nuove forme dell’urbano diffuso)?
Il fermento progettuale negli studi urbani sulle sfide dell’abitare Post Covid ci spinge a essere ottimisti: innovare o soccombere.

Gianluca Gerard

Chief Technical Officer Sorint.tek

Dai pixel ai dati passando per la visione artificiale

Nel 2012 una rete neurale rivoluzionò il mondo della visione artificiale raggiungendo prestazioni per l’epoca eccezionali nel riconoscimento di oggetti, un compito che per molti anni aveva eluso i migliori informatici. Oggi queste stesse tecniche consentono di identificare cose e persone in flussi video raccolti in tempo reale. Le implicazioni e le ricadute continuano a farsi sentire nei campi più diversi: dalla diagnostica delle immagini biomediche, ai controlli di sicurezza fino ad arrivare al supporto alla guida autonoma. In questa presentazione vedremo come questi sistemi siano in grado di estrarre delle informazioni strutturate partendo dai soli “picture element” (pixel) di un’immagine. Mostreremo infine gli esempi di alcune applicazioni di queste tecniche tra cui alcune attualmente in fase di sviluppo per l’aeroporto di Milano-Bergamo.

Giulio Guadalupi

Presidente Digital Innovation Hub
Vicepresidente di Confindustria Bergamo con delega alle innovazioni

Il supporto del digitale per la ripartenza post Covid: Il ruolo del Digital Innovation Hub di Bergamo

La pandemia di COVID-19 ha rivelato lacune nella prontezza digitale della società e delle aziende nel garantire il distanziamento sociale.
Se si coglie l’opportunità di colmare queste lacune, si può rendere più semplice la gestione di una eventuale prossima pandemia, fornendo al contempo significativi benefici sociali ed economici a lungo termine.
Elementi chiave: Banda larga, 5g, ID elettronici, cartelle cliniche elettroniche, sistemi di big data, pagamenti tramite mobile, robotica, stampa 3d, AI, blockchain, IOT, riconoscimento facciale…

Giuseppe Pedeliento

Professore di marketing dell’Università di Bergamo e collaboratore della School of Management

Città aumentate e intelligenti: Intelligenti per chi?

La smart city appartiene a una cerchia di tematiche capaci di proiettarci verso il futuro, tuttavia, i discorsi e le modalità con cui ci approcciamo all’argomento sono tendenzialmente di natura utilitaristico-tecnologica e rischiano così di perdere di vista il ruolo del suo stakeholder fondamentale ed imprescindibile: il cittadino. L’obiettivo è quindi di analizzare criticamente e provocatoriamente la transizione dei centri urbani verso modelli più smart con la consapevolezza che, per esistere, la augmented city ha bisogno necessariamente di una augmented citizenship che sia in grado di comprendere le potenzialità e di godere delle esperienze che la città si propone di offrire. È necessario preparare il cittadino alla migrazione digitale richiesta dalle smart technologies che possono rappresentare alcune delle strategie vincenti per far sì che le città del futuro non si trasformino in poli tecnologici all’avanguardia e magnifici, ma disabitati.

Lorenzo Montagna

Fondatore Second StAR VR

AR e VR per città aumentate e virtuose

Le tecnologie della Realtà Aumentata e Virtuale portano il digitale fuori dagli schermi per  creare nuovi servizi di valore e un nuovo rapporto tra persone e città, tra spazio e tempo.
Spiegare cosa sono le due tecnologie: realtà aumentata e virtuale, i loro usi nell’ambito della produzione industriale e delle città.
AR: industrial manufacture, lavorare meglio e con maggiore distanza. Dare servizi ed informazioni contestuali personalizzate al cittadino.
VR: creare ambienti virtuali, utile per il real estate, riprodurre musei e spazi per il mondo della cultura e degli eventi.

Mauro Annunziato

Direttore della Divisione Smart Energy di ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile)

Intervista: Smart cities: Città sostenibile e resilienza digitale

La crisi epidemica in corso ha mostrato che la crisi viene affrontata decisamente meglio da città, imprese e dai cittadini che hanno una propensione alla digitalizzazione ed allo smart working. Oggi stiamo scoprendo una nuova dimensione: la resilienza digitale. In termini di città, vuol dire che se ogni servizio urbano fosse in grado di registrare, mettere in condivisione e ricevere dati strategici in tempo reale (“servizio smart”) non soltanto potrebbe avere una maggiore prestazione ma potrebbe riuscire a sostenere una crisi profonda come quella che stiamo vivendo. Questa visione è quella delle Smart City Platform aperte, integrate e sinergiche ed è la base fondamentale su cui costruire le nuove smart cities con un approccio nazionale ed internazionale, standardizzato e condiviso.

Salvatore Majorana

Direttore Kilometro Rosso

Intervista: I parchi scientifici: generatori di sinapsi per le città intelligenti

Cosa non può mancare nella nuova normalità, ora che usciamo dalla fase acuta della pandemia? Abbiamo imparato molte cose, tra queste che senza la ricerca siamo molto più vulnerabili. Vale per l’epidemia del Corona Virus, come per lo sviluppo industriale sostenibile ed equo, che rispetti l’ambiente e distribuisca ricchezza. Per questo non possiamo più rinunciare a politiche economiche e industriali di lungo periodo, non possiamo fare sconti sulla formazione e sulla meritocrazia e non possiamo spaventarci ad investire sulle idee innovative. Le città del futuro devono ripensare a come riallineare la vita quotidiana e gli obiettivi di lungo periodo, trovando spazi e modalità per realizzare nuove comunità che popolino gli stessi spazi fisici e progettuali, che sappiano fare accadere le cose e raggiungere i quattro angoli del pianeta. I parchi scientifici sono da sempre i migliori interpreti di questa ritrovata priorità, e rappresentano i nodi di una rete estesa che consolida i territori in cui essi operano.

Sergio Cavalieri

Professore universitario e Prorettore al trasferimento tecnologico, innovazione e valorizzazione della ricerca presso l’università di Bergamo

Intervista: Digital local factories, riportare la fabbrica in città

La digitalizzazione dei sistemi produttivi sta determinando un forte cambiamento nei modelli di business e gestionali delle aziende manifatturiere rendendo possibile l’offerta di soluzioni altamente personalizzate per il cliente con tempi e costi contenuti. Nel prossimo futuro alle mega fabbriche produttrici di prodotti di massa si affiancheranno delle minifabbriche su scala locale nelle quali sarà possibile svolgere attività di co-progettazione, sviluppo e produzione custom-tailored restituendo al contesto urbano quel ruolo di fucina e culla di produzione che rese le nostre città famose in tutto il mondo durante l’epoca rinascimentale. Un artigianato rivisitato in chiave tecnologica e basato più sull’offerta e creazione di servizi associati al prodotto.

Stefano Fagiuoli

Direttore USC Gastroenterologia ed Epatologia e Trapiantologia presso l’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo

Intervista: Un grande ospedale nell’occhio del ciclone

Ripensare alla sanità nelle smart cities come dovrebbe essere alla luce della nuova normalità la sanità.
Pensare prima all’Italia, poi all’EU e poi un occhio a come gli altri paesi stanno guardando ai modelli sociali che nel bene e nel male stanno gestendo una situazione drammatica (come l’Italia).
Ripensare la sanità, la gestione del rapporto medico-paziente.
modelli in funzione sia dei centri che delle persone
Quello che sembrava un sistema ospedaliero fragile, ha dato dimostrazione di grande flessibilità.
Quanto + smart riesci ad essere quanto più ci guadagni tu e anche il paziente dare servizio più agile e snello, compenetrazione con l’online.
Es: Double screen: per gestire pazienti con una app. per 2 – 3 tipologie di pazienti es epatite per non farli venire in ospedale a fare le cure. tracciare il loro percorso, se ci sono problemi vengono presi in carico subito.
Telemedicina: pensato in tempi non covid, ora coraggio di implementarlo, per dedicare l’ospedale a chi davvero ha bisogno dell’ospedale.
Dare un servizio senza obbligarti a venire in ospedale